Uno spettacolo di e con Clelia Sedda, Alberto Piancastelli, Massimo Privitera, Maria Teresa Scorzoni.
Un breve, incompleto, scomodo viaggio nella povertà economica, mentale e alfabetica, tra monologhi comici, giochi linguistici e contributi scientifici.
Compagni di cammino, in questa incosciente esplorazione di un tema universale, sono i sapienti Annagiulia Gramenzi (Mai dire Mais), Lorenzo Lorusso & Tamara Sandrin (La Penosa Zavorra Umana), Davide Conte (Miseria ladra).
Con la collaborazione di Alberto Bolognini, Giacomo Grassi, Vittorio Riguzzi e Vincenzo Fidomanzo.

Domenica 14 dicembre 2025, ore 16.30
Oratorio di San Filippo Neri, via Manzoni 5, Bologna.
Ingresso gratuito.

Più inquietante dell’inchiesta di Garlasco, più crudele della guerra, più chiacchierata e misconosciuta del tram a Bologna, più enigmatica di Donna Clelia, la Povertà è il tema scelto quest’anno dall’ErrorDay.
Perché la povertà?
Perché è la naturale prosecuzione del lavoro che abbiamo fatto sulla paura, infatti la povertà è una delle più grandi paure del nostro mondo.
La povertà è il timore del futuro e il portafogli vuoto del passato.
La povertà è uno specchio che non riflette bene.
La povertà è oggetto di tante indagini, eppure è il grande rimosso contemporaneo. Quando è al centro di un discorso o anche di un’opera d’arte è per lo più sterilizzata, inodore e insapore, in modo da non disturbare il manovratore e nemmeno tutti gli altri.
La povertà non è solo di natura economica: è mancanza di tempo, di ascolto, di cura, di coraggio, di immaginazione.
La povertà è l’immagine di un’epoca in cui siamo ricchi di mezzi, ma poveri di senso.
La povertà è un tema ecumenico, che parla a:
1. chi la vive,
2. chi la teme,
3. chi la nega,
4. chi la traveste da lusso.
Dovendo scegliere optiamo per la risposta 4…

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